sabato 26 ottobre 2019

CITTADINANZA E COSTITUZIONE 5




E’ democratica perché tutte le sue parti sono ispirate a principi di democrazia.

E’ popolare perché l’Assemblea Costituente che l’ha scritta è stata scelta dal popolo.

E’ frutto di un accordo perché è nata dopo lunghe discussioni, alla ricerca di una mediazione fra le diverse posizioni.

E’ estesa perché non si limita a indicare come è organizzato lo Stato, ma afferma gli ideali (di libertà, giustizia, uguaglianza sociale) che devono ispirare la sua azione e i suoi rapporti con i cittadini.

E’ rigida perché, pur non essendo chiusa al nuovo, ma, anzi “profetica”, nessuna legge ordinaria può modificarla; per cambiarla occorre seguire una complessa procedura di revisione.


sabato 19 ottobre 2019

CITTADINANZA E COSTITUZIONE 4


La Costituzione della Repubblica Italiana rappresenta la sintesi dei più importanti indirizzi politici, morali e sociali che si sono affermati in Italia nel corso dell’ 800 e della prima metà del ‘900: democratico, liberale, cattolico, socialista.
Secondo il pensiero democratico, la Costituzione afferma innanzitutto l’uguaglianza dei cittadini e assegna il potere supremo a tutto il popolo, che lo esercita per mezzo dei suoi rappresentanti.
In base ai principi liberali, la Costituzione garantisce i diritti inviolabili dell’individuo (cioè quelli che appartengono all’uomo in quanto tale), come il diritto alla vita, alla libertà personale e a manifestare liberamente il proprio pensiero.
In linea con gli ideali cattolici, la Costituzione afferma il dovere che ha ogni cittadino di essere solidale con il prossimo.
Infine, la Costituzione accoglie l’aspirazione socialista a una politica che impegni lo Stato a riconoscere a tutti i cittadini una serie di diritti (al lavoro, alla salute, all’istruzione, all’assistenza, alla casa,…) e a rimuovere gli ostacoli che impediscono all’individuo di usufruirne. Così, ad esempio, se il cittadino, anche il più povero, ha diritto alla salute, lo Stato deve organizzare un sistema sanitario (medici, ospedali, etc.) che renda effettivo questo diritto.

sabato 12 ottobre 2019

CITTADINANZA E COSTITUZIONE. 3


Settant’anni fa nasceva quindi la Repubblica Italiana.
Uno dei primi atti del nuovo Stato fu dotarsi di una Costituzione, una legge che accomunasse tutti gli italiani, non più sudditi ma cittadini.
La Costituzione è il documento più importante: definisce i principi fondamentali dello Stato, è la base per ogni legge che viene approvata, come anche del comportamento di ogni buon cittadino.
Ogni cittadino italiano, chiunque aspiri ad esserlo e tutti coloro che, a vario titolo, risiedono nel territorio della Repubblica Italiana devono conoscerla, ed è compito della Scuola fare sì che questo avvenga.
La Costituzione è la legge fondamentale del nostro Stato: essa contiene le norme essenziali regolatrici della vita civile e politica, imperniate sui valori di libertà e di eguaglianza, di giustizia, di pace e di progresso sociale, che sono la linfa vitale della società democratica.
La Costituzione, con la consacrazione dei diritti della persona umana, favorisce l’instaurazione e il consolidamento della cooperazione e dell’amicizia con gli altri popoli nelle relazioni economiche e culturali.

La Costituzione della Repubblica Italiana rappresenta la sintesi dei più importanti indirizzi politici, morali e sociali che si sono affermati in Italia nel corso dell’ 800 e della prima metà del ‘900: democratico, liberale, cattolico, socialista.

sabato 5 ottobre 2019

CITTADINANZA E COSTITUZIONE. 2


La culla delle Costituzioni moderne è l’Inghilterra: qui, infatti, vennero promulgate la prime Carte dei Diritti, documenti scritti che limitavano il potere del sovrano e fissavano in modo solenne le libertà e i diritti dei sudditi. La prima fu la Magna Charta Libertatum del 1215, seguita dall’ Habeas Corpus Act, del 1679, e dal Bill of Rights, del 1689, che sono ancora oggi alla base della Costituzione (non scritta) Inglese.
La prima Costituzione scritta in un unico documento è quella degli Stati Uniti d’America, del 1787, che, per la prima volta, stabilisce la divisione dei tre poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario), secondo i principi enunciati dal filosofo francese Montesquieu nella sua opera “Lo spirito delle Leggi”, e che è alla base di ogni sistema democratico moderno.
Nell’ 800, sotto la spinta rivoluzionaria, si ebbero Costituzioni “liberali”, che, però, non erano votate dai sudditi ma concesse dai sovrani, e dunque basate sul principio che tutto il potere appartiene al re, il quale, con un atto di benevolenza, decide di riconoscere ai sudditi alcuni diritti.
E’ questo anche il caso dello Statuto Albertino, la prima Costituzione concessa dal Re Carlo Alberto di Savoia al Regno di Sardegna e divenuto, poi, dal 1861, la Costituzione del Regno d’Italia, fino al 1948. Infatti, il 2 giugno 1946, il popolo italiano, a suffragio universale (votarono, cioè, tutti i cittadini maggiorenni, comprese, per la prima volta, le donne) scelse, attraverso il Referendum Istituzionale, che l’Italia diventasse una Repubblica ed elesse, contemporaneamente, l’Assemblea Costituente, che, dopo circa un anno e mezzo di lavori, approvò la Costituzione della Repubblica Italiana, che entrò in vigore il 1° gennaio 1948.